Cinnamon: il DE di 3° generazione!

Come ho detto nel titolo del mio articolo, oggi voglio parlarvi di Cinnamon, il DE di terza generazione dell’ambiente Linux. Io stesso lo uso nella mia distribuzione Linux e devo dire che mi piace moltissimo, diciamo, un amore a prima vista. Certo, ovviamente, il tutto si basa sul gusto personale. Linux e i suoi vari DE, sono a doppia faccia: o si odia o si ama.

Prefazione

Ragazzi, se siete arrivati fino a questo punto con la lettura dell’articolo, e se siete interessati a capire di più questo DE, allora potete tranquillamente andare avanti con la lettura: in caso contrario, sentitevi liberi di abbandonare l’argomento quando volete, ma per favore, non criticate se non lo avete prima letto tutto per bene. Come dice un noto proverbio Napoletano “i maccheroni riempono la pancia, le chiacchiere la bocca” dice tutto. Detto questo possiamo proseguire con la lettura.

 Che cosa è Cinnamon

Mi son documentato leggendo la pagina wiki di Cinnamon (qua la fonte dell’articolo) e cercherò di spiegarvi, a parole comprensibili, come son capace io, di farvi capire e conoscere questo bellissimo e completo DE, che piace a molti, me compreso.

Parto da qua: diciamo che … se dico Cinnamon, dico Linux Mint. Infatti è stato creato per Linux Mint, poi però, come ho potuto constatare coi miei occhi, è stato adottato anche da altre distribuzioni, quali: debian, fedora, e altre che non mi vengono in mente ora. Ma che cosa è Cinnamon? Cinnamon è il fork di GNOME SHELL, che a sua volta è il cuore di GNOME 3.

Con il termine FORK si intende lo sviluppo di un software o anche di un DE (in questo caso) che parte dal codice sorgente già esistente, ad opera di uno sviluppatore singolo o di un team.

Cinnamon è stato ideato e creato da Clement Lefebvre, che insieme al team di MInt sviluppò questo meraviglioso DE, facendolo proprio. E iniziarono ad inserirlo nelle distribuzioni a partire dalla versione 13 di Linux Mint.

Cinnamon e Mint: la storia.

Per questo paragrafo di storia sull’evoluzione di Cinnamon e Linux Mint, vi incollo il trafiletto che ho trovato nella fonte che ho linkato prima.

Con l’introduzione della versione 3 di GNOME, dotata di una innovativa interfaccia utente basata sul componente noto come GNOME Shell, gli sviluppatori della distribuzione Ubuntu decisero di non utilizzare tale componente, ma di svilupparne uno nuovo basato sul compositing window manager Compiz.[4][5] Crearono così Unity, che divenne l’interfaccia grafica predefinita di Ubuntu a partire dalla versione 11.04 (dopo essere stata sperimentata per i netbook nella versione precedente).[6]

La distribuzione Linux Mint era nata come derivata di Ubuntu allo scopo di avere un’esperienza utente, a detta dei suoi creatori, più “elegante e confortevole” e di facile utilizzo.[7] Con l’uscita di Ubuntu corredata da Unity, gli sviluppatori di Linux Mint decisero di non seguire la distribuzione della Canonical ma rimasero provvisoriamente ancorati al collaudato desktop environment GNOME 2.[8] Nel novembre 2011 fu annunciata Linux Mint 12 “Lisa”, basata su Ubuntu 11.10 “Oneiric Ocelot”, ma che non conteneva Unity, bensì una versione pesantemente personalizzata di GNOME Shell. Per ottenere gli scopi che si era prefisso, il team di Linux Mint sviluppò un set di estensioni basato su GNOME 3 e denominato MGSE (Mint Gnome Shell Extensions) che rendevano l’aspetto grafico del sistema operativo più simile alla vecchia interfaccia di GNOME 2 e a quella più tradizionale di Windows (con un pannello inferiore, un menu simile a quello di Windows XP, ecc.). Inoltre Linux Mint 12 era stata dotata della possibilità di essere utilizzata con MATE, un fork di GNOME 2, che avrebbe permesso agli utenti di utilizzare un desktop del tutto analogo a quello delle precedenti versioni della distribuzione.[9]

La difficoltà di mantenere aggiornate le estensioni MGSE ha portato gli sviluppatori di Linux Mint a decidere per un fork di Gnome Shell, quindi non solo sviluppando una serie di pesanti personalizzazioni, ma addirittura un progetto parallelo che si avvicinasse maggiormente all’idea alla base di Linux Mint.[1]

Lo sviluppo di Cinnamon è iniziato subito dopo l’uscita di Linux Mint 12 e la prima versione pubblica, la 1.1.2, è stata annunciata il 23 dicembre 2011, dopo poche settimane dall’inizio dello sviluppo, e quindi annunciata alla comunità di Linux Mint il 2 gennaio 2012.[1][10]

Dalla versione 1.6 il team di Cinnamon ha introdotto anche un nuovo file manager denominato Nemo, fork di Nautilus, analogo e storico programma del progetto GNOME. Nemo è derivato dalla versione 3.4 di Nautilus e il fork è stato motivato dall’insoddisfazione per le versioni successive che, seguendo i dettami del progetto GNOME, stavano subendo un restyling con l’eliminazione di alcune caratteristiche ritenute invece fondamentali dagli sviluppatori di Linux Mint.[11][12] Nemo è così diventato il file manager di default di Linux Mint a partire dalla versione 14.[13]

Con la versione 2.0, gli sviluppatori hanno deciso di eliminare gran parte delle dipendenze di Cinnamon da GNOME 3, sistema che viene aggiornato tipicamente ogni sei mesi. Cinnamon è stato quindi dotato di una propria struttura backend derivata da quella di GNOME 3.6 ma autonoma e sviluppabile separatamente. In tal modo è stata praticamente conclusa la transizione di Cinnamon da semplice interfaccia che funziona sopra GNOME a un sistema virtualmente autonomo dipendente solo dalle librerie GTK comuni ai due sistemi.

Le caratteristiche principali

Cinnamon utilizza Muffin come gestore di finestre, a sua volta fork del window manager di GNOME 3 Mutter. Dispone inoltre di un pannello per il lancio delle applicazioni che sostituisce quasi completamente il paradigma di GNOME Shell e di un menu per le applicazioni sul modello di quello di GNOME 2 da sempre utilizzato da Linux Mint. A partire dalla versione 2.0 può essere installato anche senza le librerie specifiche di GNOME, ma utilizzando le proprie, migliorando le sue caratteristiche di compatibilità e di portabilità.[15]

Cinnamon è dotata di alcune caratteristiche derivate da GNOME Shell e di altre introdotte dal suo team di sviluppo:

  • Effetti grafici per il desktop, incluse animazioni per le finestre e effetti di transizione.
  • Un pannello spostabile contenente il menu principale, una barra delle applicazioni (taskbar), l’area delle finestre attive e l’area di notifica.
  • Un sistema di componenti (spieces) sviluppabili anche da terze parti basato su:
    • applet, lanciatori per applicazioni posizionabili sul pannello e riconfigurabili via drag and drop
    • estensioni, di norma basate su quelle di GNOME Shell, che aggiungono funzionalità (ad esempio per ottenere lo scorrimento delle finestre attive sul modello dell’effetto Cover Flow utilizzando la combinazione di tasti Alt+Tab)
    • desklet, componenti fluttuanti sul desktop dedicati a specifiche funzioni (presenti dalla versione 1.8)
    • temi grafici personalizzabili e installabili dagli utenti oltre a quello predefinito
  • Un gestore grafico delle preferenze (Cinnamon Settings) realizzato in python sul modello di quello di GNOME Shell con il quale è possibile personalizzare e gestire:
    • il pannello (sdoppiabile o posizionabile in alto o in basso)
    • l’aspetto generale
    • il calendario
    • i temi grafici
    • le icone sulla scrivania
    • gli effetti grafici e le animazioni
    • temi grafici, applet, desklet ed estensioni realizzate dagli utenti per personalizzare ed espandere ulteriormente l’ambiente grafico.
    • i font del sistema
  • Un proprio file manager (Nemo, presente dalla versione 1.6).
  • Un editor del menu che consente di aggiungere, rimuovere e riordinare le applicazioni avviabili dal menu principale (presente dalla versione 1.4).

E con questo praticamente è tutto. Ho detto parecchie cose che neanche io che uso Cinnamon conoscevo e le ho imparate con voi ora. Scusatemi se alcune sezioni le ho copiate e incollate, ma era inutile fare un riassunto della storia di Cinnamon e Linux Mint quando a grandi linee si sa gia qualcosa. Spero abbiate gradito la chiacchierata e a risentirci per il prossimo articolo.

Ciao a tutti dal vostro Massimo, il blogger di fiducia

 

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